La dieta Mediterranea è quell’insieme di abitudini alimentari diffuse tra i popoli che si affacciano sul Mediterraneo dove è presente la coltivazione degli alberi di ulivo. E l’olio d’oliva è, infatti, l’unico grasso aggiunto alla dieta. Questo modello alimentare, addirittura tutelato dall’Unesco come patrimonio immateriale culturale dell’umanità, si dimostra l’unico a garantire la conservazione di uno stato di buona salute negli anni, come dimostrano i risultati di recenti studi pubblicati sull’American Journal of Clinical Nutrition. Raccogliendo informazioni sulle abitudini alimentari di oltre 120.000 uomini e donne dal 1986 ad oggi, il Dr Piet A. Van Den Brandt ha associato la dieta mediterranea ad una riduzione della mortalità di ben 15 anni nelle donne ed 8 anni negli uomini!

Non solo, la dieta è intesa come regime alimentare ipocalorico che fa dimagrire, ma soprattutto come stile di vita in cui si recuperano ricette tipiche, sapori antichi e specialità del Sud e si “promuove l’interazione con il sociale, il rispetto del territorio, la biodiversità, la conservazione e lo sviluppo delle tradizioni”, come dice il Dr Grassi, nutrizionista che collabora con la Masseia San Domenico e segretario della Fondazione Dieta Mediterranea Onlus.

La dieta Mediterranea va oltre il calcolo delle calorie e ribalta l’idea di dieta come rinuncia e sacrificio promuovendo, invece, il benessere psico-ficiso della persona. Si tratta di un regime alimentare ipoglucidico, povero di alimenti trasformati ed elaborati, ma ricco di ingredienti semplici che arrivano in modo naturale dalla terra al piatto: pomodori, olio d’oliva, legumi , frutta e verdura di stagione. Ingredienti semplici ma autentici e soprattutto ricchi di micronutrienti ad effetto protettivo come vitamine, fibre e minerali essenziali che rafforzano il sistema immunitario, proteggono da molte malattie e ritardano l’invecchiamento. I carboidrati restano al centro del programma dimagrante, ma vengono scelti in base al loro indice glicemico tra quelli che hanno la risposta insulinica più bassa (non aumentano, cioè, il livello degli zuccheri nel sangue ritardando il senso della fame), ad esempio pasta e riso integrali, fiocchi d’avena, pane di segale, etc…

Con la dieta Mediterranea, dice il Dr Grassi: “Non si perdono subito molti chili, come succede spesso con le diete iperproteiche, ma questo è un vantaggio perchè consente di eliminare grasso invece di acqua” e quindi di mantenere in modo duraturo il peso forma riacquistato.


Foto di Walter Leonardi tratte dal libro “Olio d’oliva ragione e sentimento”, Congedo Editore.

Articoli sulla Dieta Mediterranea