I (nuovi) vantaggi della dieta mediterranea

L’esigenza di perdere peso si può oggi conciliare con il piacere della convivialità e della buona tavola. Secondo recenti studi internazionali, infatti, il regime alimentare tipico della nostra tradizione è indicato non solo per il suo effetto salutare, ma anche perché aiuta a dimagrire in modo definitivo.

Perdere peso senza rinunciare ai sapori che ci piacciono da sempre: un piatto di pasta e un buon bicchiere di vino. Oggi sappiamo che è possibile. Studi importanti, infatti, riportano in auge la dieta mediterranea non solo per il suo effetto salutare, ma anche perché fa dimagrire in modo definitivo. Dichiarato dall’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni unire per l’educazione, la scienza e la cultura) patrimonio orale e immateriale dell’umanità (www.unesco.it). il regime alimentare tipico della nostra tradizione porta in tavola il sole, il mare, la natura, prolungando i benefici delle vacanze anche sull’umore. E ci accompagna verso un inverno caldo di convivialità, di cene con gli amici, di scoperte culinarie accessibili anche a chi ha qualche chilo di troppo. “Si ribalta l’idea di rinuncia che sottende alla dieta recuperando ricette tipiche, sapori radicati nel nostro dna e specialità del sud in un trionfo di verdure, legumi e olio d’oliva”, afferma Agostino Grassi, segretario della Fondazione Dieta Mediterranea onlus. Quanto si può dimagrire?
“Mediamente nove chili in sei mesi e senza dover tenere il conto delle calorie”.

I PRINCIPI DA SEGUIRE

1. Unire semplicità e sapore
C’è un’intera cultura intrecciata attorno ai sapori genuini della nostra terra. Pomodori, olio d’oliva e pasta sono, infatti, l’emblema di un sistema alimentare che, secondo l’UNESCO, “promuove l’interazione sociale, il rispetto per il territorio, la biodiversità, la conservazione e lo sviluppo delle tradizioni”.
Un insieme di comportamenti che rispecchia pienamente il significatO della parola dieta (dal latino diaela) che significa stile di vita. “Si va infatti oltre il taglio delle calorie, o la messa al bando di certe categorie alimentari per promuovere il benessere rout court”, continua Grassi. “Non bisogna quindi pensare che dieta mediterranea significhi solo pasta: si tratta in realtà di regime ipoglucidico, povero di alimenti trasformati ed elaborati, ma ricco di ingredienti semplici che arrivano in modo naturale dalla terra al piatto. I sapori sono autentici e i menù ricchi di micronutrienti a effetto protettivo come, per esempio, vitamine, fibre e minerali essenziali, che rafforzano il sistema immunitario e proteggono dall’invecchiamento, da numerosi tipi di tumore e dalle malattie cardiovascolari.

2. Agire con equilibrio e dolcezza
La dieta mediterranea rispetta l’equilibrio tra i nutrienti e proprio per questo garantisce un dimagrimento graduale. “Non si perdono subito molti chili come succede spesso con le diete iperproteiche”, specifica Grassi. “Ma questo è un vantaggio perché consente di eliminare grasso invece dell’acqua. E di farlo con dolcezza, senza stressare l’organismo che, quando viene costretto a dimagrire velocemente, intacca i grassi (e le energie) di riserva”. I principi della dieta? La base di ogni menù sono le verdure (mai meno di tre porzioni al giorno) e la frutta. La principale fonte proteica sono i legumi, seguiti dal pesce c, in alternativa, da due uova alla settimana. La carne rossa non è ammessa più di una volta al mese, quella bianca una volta alla settimana. Come condimenti si utilizzano solo l’olio d’oliva e il sugo di pomodoro eliminando totalmente burro, panna, fast food, dolci, bevande zuccherate, pane bianco e zucchero. E la pasta? Si può mangiare ogni giorno.
Contrariamente a quanto si crede, infatti) un piatto di spaghetti) o di maccheroni) ha un indice glicemico basso (inferiore a 50), che dà energia a lungo rilascio, senza provocare impennate d’insulina (l’ormone da cui dipende la trasformazione degli zuccheri in grassi all’interno delle cellule adipose).

3. Fare attenzione a …
1. CONSUMARE GLI ALIMENTI nel luogo di produzione) secondo la stagionalità, riscoprire il gusto della condivisione del cibo ed evitare di mangiare da soli (davanti al pc, o alla tv, in piedi al bar…) .
2. CUCINARE IN MODO SEMPLICE e acquistare prodotti come natura li ha creati.
3. BERE UN BICCIIIERE di vino rosso al giorno.
4. NON SUPERARE cinque cucchiai di olio al giorno come condimento grasso totale.
5. NON DIMENTICARE le mandorle a fine pasto: apportano proteine e calcio, abbassano la glicemia post prandiale e modulando il rilascio d’insulina responsabile dell’ingrossamento delle cellule adipose.
Inoltre, consumate a fine pasto prolungano il senso di sazierà fino a sette ore.

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