Masseria San Domenico

La documentazione della masseria Ottava Grande, che con quella della Garrappa e della Signorelli, hanno consentito di diagnosticare quale era l’assetto iniziale del modello architettonico più volte ripetuto, rende possibile, per comparazione, la lettura delle ulteriori fabbriche del comprensorio che hanno subito ampliamenti e variazioni, nonché la particolarità di discernere, con buona approssimazione, i loro nuclei edilizi iniziali. Infatti mentre nella conformazione delle masserie San Domenico, San Marco e Caramanna si riescono ancora a discernere i nuclei edilizi che le hanno innescate, nella masseria Losciale questa operazione diventa problematica, in quanto notevoli aggregazioni lo hanno fagocitato. Comunque dallo studio di queste masserie è stato possibile appurare che le integrazioni delle fabbriche, e quindi il loro ulteriore e specifico assetto spaziale, era correlazionato alle nuove e differenziate esigenze di lavoro. Man mano che l’attitudine operativa della masseria si incrementava si provvedeva a realizzare gli opportuni spazi per attrezzi agricoli, stalle, derrate alimentari, lavorazione dei prodotti, eccetera.
Passiamo all’analisi della masseria San Domenico, ubicata nel territorio di Fasano. II nucleo iniziale di questo organismo architettonico ha pianta quasi quadrata m.9,90 x m.10,70 e tre superfi ci sovrapposte: piallo terra, primo Piana e terrazzo. Su quest’ultima superfi cie sono Stati realizzati, successivamente, due ambienti, fruendo della originaria scala che era contenuta nello Spessore di uno dei muri di inviluppo. Tale particolarità ha precluso l’utilizzo di alcune caditoie della fabbrica originaria. In effetti alla quota old terrazzo esistevano otto caditoie, due per ogni lato della fabbrica, disposte coli reciproca simmetria ed in asse coln i fornici delle fi nestre. Attualmente, invece, due caditoie del prospetto Nord risultano demolite per far posto a due scale di collegamento con le contigue coperture, mentre quelle del prospetto Est rimangono estrapolate in ragione delle superfetazioni. Le consecutive elaborazioni costruttive sono State realizzate in aderenza al prospetto Nord, ricercando, progressivamente, quelle adeguate connessioni funzionali clic le porzioni in essere richiedevano, soprattutto per la corrispondenza al cambio di destinazione d’uso. In proposito ritengo che anche l’articolazione della scala esterna che l’aggiunge il primo piano, sia dovuta a successive ristrutturazioni. Gli elaborati grafi ci della masseria San Domenico, ed una parte della documentazione fotografi ca che riporto, risalgono al 1967, uno degli ultimi anni della sua operatività produttiva. Dal 1989, invece, ho constatato la ripresa dell’attività agricola, nonché l’attuazione di alcuni interventi di restauro che hanno consentito la fruibilità abitativa di questa antica masseria, anche se, come si evince dalla ulteriore documentazione fotografi ca aerea eseguita nel 1991, non tutte le soluzioni adottate si possono condividere.

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