Talassoterapia fra gli ulivi secolari e la quiete della Masseria San Domenico

In un passato non ancora dimenticato, in Puglia le masserie erano dei tradizionali centri agricoli di ampie dimensioni che servivano per la coltivazione dei campi, la lavorazione e la conservazione dei prodotti agricoli. Una parte dei fabbricati era adibita ad abitazione del “massaro”, e un’altra a residenza saltuaria dei proprietari che venivano a controllare il suo operato. La masseria è sempre collocata fuori dal centro urbano, caposaldo per l’organizzazione e la produzione agricola. Luogo di residenza e di lavoro che doveva essere sicuro e quindi dotato di una struttura di difesa, come a esempio le torri o altre fortificazioni. L’articolazione spaziale di queste costruzioni era perciò espressa non solo nello sviluppo planimetrico, ma anche nell’accorpamento dei volumi, nelle partiture architettoniche, nella funzionalità operativa. Ogni masseria è un documento architettonico che custodisce una quantità enorme di informazioni diverse che evidenziano le varie fasi dell’evoluzione di questo tipo di edificio, anche sotto il profilo della progressione temporale della progettualità. Organismo architettonico tradizionale, ossia storico, costruito a supporto dell’agricoltura o dell’allevamento, contiene dei volumi che inizialmente ammettevano precise corrispondenze fruitive in ragione dell’attitudine lavorativa a cui esso era preposto: cerealicoltura, olivicoltura, viticoltura, allevamento. La Masseria San Domenico, costruita sul litorale tra Bari e Brindisi, era una delle antiche torri d’avvistamento dei Cavalieri di Malta nel lontano XV secolo. La costruzione fortificata difendeva dagli agguati dei saraceni che avvenivano quasi quotidianamente. Intorno al nucleo storico, che conserva ancora visibili le antiche feritoie e le fumaiole, circondata da 100 ettari di olivi secolari, l’edificio originale fu ampliato nei primi dei ’900, mantenendo l’originale struttura architettonica che basava la propria articolazione sul concetto di spaziofunzione. A seguito di un accurato restauro, condotto rispettando a pieno le antiche forme e i materiali originali, nel 1996 la Masseria è stata trasformata in un albergo a cinque stelle lusso, dal carattere molto raffinato e particolare, la cui magica atmosfera riporta alla storia della Regione, luogo di incontro tra l’Oriente e il Mediterraneo. Forte il contrasto fra il blu cobalto del cielo e del mare e la luminosità, quasi abbagliante, della costruzione in pietra bianca di Gianecchia, estratta dalla locale cava di Fasano. Tutt’intorno uliveti millenari, pini, alberi da frutto, palme altissime e fiori colorati, in particolare bouganville rosse e rosa. La suggestiva piscina di acqua salmastra filtrata, dalla forma irregolare, è circondata da rocce e piante, che la rendono uno degli angoli più caratteristici dell’hotel. In un edificio che si affaccia sul cortile interno, a fianco della reception, ha sede uno fra i migliori centri di Talassoterapia presenti in Italia. “L’acqua di mare lava via tutti i dolori dell’uomo” scriveva Platone, e la Puglia possiede un mare ricco di plankton, con alta concentrazione di sale (40 gr per litro) di poco inferiore a quelle del Mar Rosso e del Mar Nero. I pori della pelle, quando il corpo è immerso in un’acqua a temperatura compresa fra i 33 e i 37 gradi, si dilatano e permettono agli oligoelementi, per osmosi, di penetrare nell’organismo, liberarsi nel circolo sanguigno, correggendo eventuali squilibri. Acqua di mare e sole alla base di una cura naturale, conosciuta già dagli Egiziani migliaia di anni prima di Cristo. La sfinge egiziana, dal viso umano e dal corpo di leone, non è altro che la raffigurazione del dio Ra, e gli Egiziani consigliavano l’uso dell’acqua di mare per curare e detergere le piaghe. Euripide (480406 a.C.) ammalatosi in Egitto fu curato con bagni freddi di acqua di mare e scrisse: “il mare guarisce le malattie degli uomini. Plinio il Vecchio (2379 d.C.) scriveva che i bagni di mare eccitano e sviluppano il corpo. Il solarium, nelle terme romane, serviva per il bagno di sole “so! arsu”, se eseguito con esposizione a pelle asciutta, e “so! unctus” con pelle unta. È però opinione comune che l’iniziatore della talassoterapia moderna sia il francese Richard Russel (16871759), chiamato per questo, “l’inventeur de la mer” che nel 1750 scriveva “bisogna bere l’acqua di mare, farvi il bagno, mangiare tutte cose marine nelle quali è concentrata la virtù del mare”.
La scelta compiuta alla Masseria San Domenico di puntare sulla talassoterapia nasce dall’esperienza e dal desiderio della proprietaria Marisa Melpignano, assidua frequentatrice dei centri talassoterapici francesi, di ricreare un luogo esclusivo in cui unire la tradizione mediterranea ai più sofisticati trattamenti presenti nelle più lussuose beauty farm americane ed europee. Questo è stato l’obiettivo posto all’architetto greco Simos Fermanoglou, che ha recepito e trasferito nel progetto le idee ambiziose della proprietà. L’acqua di mare usata nel centro è prelevata da una falda sotterranea profonda 400 metri sotto il livello del mare. Filtrata, resa battericamente pura, e immessa opportunamente riscaldata nel circuito del centro, è la base di tanti trattamenti quali a esempio la “Douce d’Evian”, il ” Thalaterm” e il “Thalgojet”. Le cure si basano anche sull’utilizzo di alghe bollite e micropolverizzate, associate ad altri interventi quali l’idromassaggio con acqua di mare, un mix che dona equilibrio, rinvigorimento fisico e un effetto disintossicante. Lo spazio destinato alla beauty farm si apre direttamente sugli estesi uliveti che circondano la casa. Al piano terra si trova la reception, la sala per la visita medica e per alcune cure idroterapiche, e la splendida piscina in cui si svolgono corsi di ginnastica individuali e collettivi. Un percorso kneipp completa le possibilità dei trattamenti a base di acqua marina. Al di sotto, sauna, bagno turco e numerose cabine per i massaggi, dal classico all’ayurvedico. Salendo le scale si accede ad alcune stanze per gli ospiti, ma soprattutto alla tisanerié e alla balconata sovrastante la piscina, dove si può completare il programma di talassoterapia, senza essere disturbati da rumori ed eventuali schizzi di acqua. Inoltre la vista che si gode e che, al di sopra dei secolari ulivi, conduce fino al vicino mare, rende il relax assoluto e globale. I materiali usati sono quelli locali, dalla ricordata pietra bianca al ferro battuto, mentre le pareti completamente bianche fungono da passpartout allo splendido scenario offerto dalla natura e inquadrato nelle grandi finestre a vetri. II tetto è in vetro e struttura metallica e lascia filtrare luce e raggi, che si riflettono sull’acqua, cambiandone continuamente il colore a seconda della loro intensità e inclinazione. Il servizio all’interno della Beauty farm è assicurato da personale altamente specializzato, mentre i corsi yoga, i massaggi riflessoterapici e orientali sono effettuati da un istruttore locale che ha trascorso molti anni della sua vita in India, guadagnandosi fra i suoi concittadini l’affettuoso nomignolo di yogaman.
Tutto è curato nei minimi particolari, dalla decorazione floreale alla teiera con cui prepararsi una delle tante tisane a disposizione. L’ambiente è caratterizzato da una luce e un silenzio singolari, adatti a una vacanza rilassante e rigenerante. Se invece si vuole unire alle cure anche l’attività fisica, è disponibile una piccola ma attrezzata palestra con le più moderne apparecchiature Technogym. Inoltre, a pochi chilometri, è stato aperto un estesissimo campo da golf, che rende la Masseria San Domenico meta di vacanze di appassionati di questo sport, provenienti da tutta Europa e perfino dagli Stati Uniti.

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