Masseria San Domenico

Nei buoni “vecchi tempi la vita nel sud dell’ Italia lo stivale d’ Italia si presentava non senza seri pericoli. Prima arrivarono i pirati, alla ricerca di facili prede, ed i saraceni dal Nord Africa a compiere ripetuti attacchi alle comunità indifese di contadini che vivevano lungo le coste. E nel 1480, con l’assedio alla città fortificata di Otranto, gli abitanti tutti della città furono massacrati.
Fu allora che i proprietari terrieri e i contadini decisero di difendersi. Si riunirono in grandi edifici che erano vere e proprie fortezze per resistere agli attacchi provenienti sia da terra che dal mare.. Durante i periodi di tranquillità ci si occupava delle terre, degli alberi di mandorlo, degli olivi e degli orti, ma quando incombeva il pericolo ci si ritirava tutti al riparo delle mura.
Questi grandi edifici, che potevano ospitare fino a 100 persone furono chiamati “masserie” dal latino “massa” o paese agricolo fortificato. La masseria di solito disponeva di una torre da guardia, di un ponte levatoio e perfino di gallerie attraverso le quali i contadini potevano scappare in caso di bisogno.
La Masseria San Domenico a Fasano, sulla strada fra Bari e Brindisi, fu una volta uno di questi rifugi. Nei periodi di pace i proprietari, della nobiltà locale, si occupavano ad ampliare le masserie ma più per abbellirle che per fortificarle. Anche San Domenico non fa eccezione. Ma il particolare unico e proprio di questa masseria sta nel magnifico restauro ad essa apportato. Oggi la masseria è un albergo di qualità l’unico nella sua classe in questa regione. L’edificio è splendido e gli oggetti d’arte che vi sono collocati danno l’impressione al visitatore di trovarsi in un museo privato e non in un albergo.

Nel ristorante dall’alto soffitto ho gustato uno dei pranzi migliori tra tutti quelli dei miei viaggi in Italia. E dopo, passeggiando nei suoi giardini, trovavo difficoltà ad immaginarmi che questo edificio avesse avuto un passato di violenza. L’unico grido che ho sentito, per la verità proveniva da un gabbiano, che volava alto sopra di me nel cielo.
Molto belli in questa regione sono i “trulli”, piccole costruzioni rotonde con i muri imbiancati e i tetti appuntiti fatti a calce, senza cemento. Nessuno ne conosce veramente l’origine… Ma le tombe romane che si trovano qui nella regione vengono chiamate anche esse “trulli”. Si trova lì per caso la soluzione del mistero? Sorprendono molto anche le tegole dei tetti, su cui sono dipinti motivi religiosi e folcloristici. Alcuni “trulli” sono stati ristrutturati in case confortevoli, altri vengono usati come stalle o depositi.
Alberobello, la “capitale” dei trulli. non è lontana da San Domenico e vale di certo una visita.
E poi ci sono le grotte. Originariamente le grotte venivano usate come rifugio, ma più tardi sono state allargate. e vi si nascondevano villaggi interi dove abitavano fino a 800 persone. Sono decorate con magnifici affreschi e venivano usate come luoghi di preghiera tra il 12° e il 14° secolo. Negli immediati dintorni si trovano sette o otto di queste grotte, ognuna di esse è una scoperta. Ma la scoperta più grande rimane comunque la “Masseria San Domenico”.

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